Riflettevo sul tema coadiuvato in tal senso da un’amica di Torino, persona profonda.

Ella mi sottolineava che il problema dell’emergenza idrica, con molte zone d’Italia che soffrono la fame, crea una sorta di dipendenza- schiavitù – sudditanza della gente nei confronti del sistema latamente inteso, semplicemente perché abbiamo bisogno dell’acqua.

vaccini

Sul tema è noto che gli studiosi più accorti prevedono che entro il prossimo trentennio assisteremo alla guerra dell’oro blu, il cui controllo è già stato da noi, prima d’ora, ceduto progressivamente a soggetti terzi, financo stranieri (si vedano le cessioni di molte aziende private e partecipate, di gestione di acque ed acquedotti italiani provinciali, a gruppi, specialmente francesi e cinesi, che ne stanno facendo incetta in Italia, Europa ed anche nel Continente Nero).

Si tratta del medesimo concetto-schema che si ripete ed osserviamo nella problematica vaccini, si obbliga la gente (la legge è passata ieri al Senato, record di efficienza del nostro sistema legislativo), la si schiaccia, salva e non riguardata la reale efficacia curativa-preventiva dei medesimi, e sul punto rammento che la scienza medica è alquanto divisa.

Ed ugualmente accade per quanto attiene ai farmaci generici, la cui efficacia, nei confronti di quelli delle Big Pharma, nei fatti e nella realtà, non ci è dato conoscere.

L’analisi di quanto accade direi che ormai è alquanto scoperta, ma le ragioni sottese possono essere diverse, a seconda di quanto pensiamo sia grave il nostro status di sudditi-cavie: o esiste un Governo sovranazionale delle Big Companies che obbliga Stati ed Unioni ad assumere i provvedimenti che garantiscano loro la massimizzazione del profitto, oppure, peggio, ci vogliono tenere in uno stato di sofferenza, disagio e/o malattia, siccome sii ridotti siamo maggiormente controllabili.

Nell’un caso e nell’altro la presa di coscienza che i nostri Reggitori Romani, non solo non adottano i provvedimenti necessari a soddisfare gli interessi della gente, ma neppure possono permettersi di farlo perché anch’essi sono sii privilegiati, dovendo rispondere ad un padrone, deve condurci e determinarci a sostenere un nuovo movimento popolare, perché creato per la gente, che sia in grado di giungere nei palazzi romani, democraticamente operando, per cambiare le sorti, tragiche e segnate, della nostra grande patria.

Da astensionisti ad evoluzionisti.

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